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Registrato nel 2004, il DVD ripropone lo spettacolo teatrale 'Il momento è Catartico'.
Appartiene al genere “teatro canzone” o “cabaret concerto”, e tratta ad ampio respiro il tema del “dubbio”. Uno spettacolo che potrebbe essere definito una sorta di grande contenitore dove Oreglio colloca, in una serie di quadri d’autore, dissertazioni, osservazioni e analisi comica della realtà. Le certezze, i dogmi e le “verità” vengono passate al setaccio in un clima comico da “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”; nessuna pretesa di insegnamento, ma apologia del dubbio come criterio di vita importante per non rischiare sviste grossolane o pericolose prese di posizione. Se da un lato è vero che sono ormai crollate le ideologie storiche è anche altrettanto vero che nuove subdole ideologie stanno comparendo all’orizzonte con la pretesa di porsi come presunte nuove verità indiscutibili. Attenzione, dunque, a non farsi “fregare”: l’uso corretto del cervello dovrebbe perlomeno suggerire cautela e impedire di buttarsi a capofitto nel riconoscimento acritico dei nuovi dogmi della globalizzazione. Un gioco a tutto campo tra monologhi e canzoni, gags e poesie, scorribande tra il serio e il faceto alla ricerca di un equilibrio che forse non si riuscirà mai a trovare. Un percorso divertente e poetico sui grandi temi della vita, condotto attraverso prosa e musica. Si, musica, perché è anche di musica che bisogna parlare, in quanto Oreglio ha sviluppato un lessico musicale ben preciso, andando a riprendere i generi collocati agli albori del jazz (come il blues e il Ragtime) e contaminandoli con un gusto melodico tipicamente mediterraneo. Ne è scaturito uno stile particolare e personale dalle sonorità acustiche godibilissime in teatro. Nella dimensione teatrale de “Il momento è catartico”, Flavio Oreglio non rimane ancorato alla figura del poeta “disincantato e un po’ maledetto” che Zelig ci ha presentato, ma diventa a tratti filosofo, dissertando su temi come il dubbio esistenziale e valutando i pro e i contro dell’evoluzionismo e del creazionismo, oppure lanciando strali all’indirizzo del mondo fantastico delle fiabe, giudicate piccole storie dell’orrore ingiustamente riversate nelle menti dei piccoli. E poi cantastorie scanzonato, sempre pronto a bighellonare tra disillusioni e cinismi, disposto anche a lasciare da parte la comicità per generare un tratto denso di sarcasmo e ironia vividi e taglienti. Parlare, sognare, discutere, analizzare e ridicolizzare sono le armi dei non violenti contro l’avanzata di una nuova violenza subliminale: quella della comunicazione esasperata e selvaggia. Vivere la propria vita guardando al domani e senza rimpianti è uno dei rimedi da provare. Andare avanti con la consapevolezza che la nostra vita si intreccia con quella degli altri con conseguenze spesso impreviste e imprevedibili fino a scoprire le incongruenze di un modo “ovvio”, di pensare rendendosi conto, strada facendo, che l’ovvio spesso è difficile da dimostrare e che non sempre è vero. C’è spazio per tutto, per i sogni, per i pensieri, per i ricordi, per gli eroi e per le persone comuni. L’importante è dubitare… o no?
Nella performance teatrale Flavio Oreglio è coadiuvato dal gruppo musicale “Two guitar players” con Lorenzo Arco (chitarra elettrica, ukulele, voce), Marino Bonino (contrabbasso, voce), Andrea Vandoni (violino), Stefano Covri (chitarra acustica, voce).
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